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CONSIGLI PER IL PAZIENTE
NORME
DI COMPORTAMENTO
In Reumatologia risulta utile rendere disponibili alle persone
che soffrono di artrosi - oltre che le cure necessarie - informazioni
e indicazioni di comportamento mirate a diminuire le conseguenze
negative di questa malattia sulla loro vita.
Alcune informazioni possono poi essere utili alla popolazione
in generale, perché la diffusione della malattia é
grande e porta molti soggetti sani a dover portare aiuto a
soggetti artrosici anche nel proprio ambito familiare.
Più definito ancora é l'interesse per alcune
nozioni riguardanti l'area dell'attività lavorativa,
sportiva e di svago, nozioni che hanno per scopo la salvaguardia
dai sovraccarichi articolari e dall'uso improprio delle articolazioni.
CHE
COS'È L'ARTROSI
Una definizione della malattia dal punto di
vista medico riconosce l'artrosi come malattia articolare,
con alterazioni regressive della cartilagine articolare, dei
capi ossei articolari, della capsula, dei legamenti, della
membrana sinoviale, dei muscoli e delle strutture tendinee
periarticolari.
Anche se sono note numerose condizioni che favoriscono l'artrosi
(malconformazioni, traumi, malattie metaboliche), in Reumatologia
una definizione di artrosi precisa e basata sulle cause non
é ancora disponibile.
Dal punto di vista del paziente, si tratta di dolori articolari,
persistenti o ricorrenti, che limitano il movimento della
colonna vertebrale o dell'articolazione colpita. Qualche volta
esiste un rigonfiamento dell'articolazione, più o meno
avvertito dal paziente. Questo riscontro é motivo di
consultazione reumatologica anche in assenza di dolore soprattutto
quando riguarda le mani.
Accade che una persona venga a conoscenza di avere l'artrosi
in seguito all'esecuzione di radiografie eseguite per motivi
diversi, spesso non collegati a dolore articolare. Il Reumatologo
viene allora consultato per la cura di questa condizione.
Questa artrosi radiologica non va subito presa come una malattia
e soprattutto non va curata per principio con farmaci anti-infiammatori.
Ne deve essere fatta una valutazione medica, e non solo radiologica.
Il numero di persone con segni radiografici di artrosi - soprattutto
della colonna vertebrale e soprattutto dopo una certa età
- che soffrono di molestie relativamente lievi, risulta fortunatamente
molto elevato.
Anche quando é presente dolore articolare alla spalla,
all'anca, al ginocchio, al polso, in alcuni casi si tratta
realmente di dolori dovuti all'artrosi, ma in altri il dolore
deriva da altre cause che vanno riconosciute e curate: curate
per quello che sono, anche se le radiografie segnalano la
presenza di artrosi.
Ci sono artrosi che molestano la persona solo brevemente e
lievemente ed altre che producono dolore intenso di lunga
o breve durata. In Reumatologia sono note anche artrosi che
conseguono ad altre malattie articolari.
COME
CURARE L'ARTROSI
Una cura con farmaci antidolorifici assunti
quotidianamente é necessaria solo in un numero relativamente
limitato di pazienti. In molti casi possono essere sufficienti
provvedimenti diversi dai farmaci antidolorifici.
L'artrosi può essere la conseguenza di una precedente
lesione traumatica. Lo sport non agonistico, entro certi limiti,
potrebbe collaborare a mantenere le articolazioni in buone
condizioni anatomo-funzionali. Lo sport ad alto livello, di
tipo agonistico, può invece minacciare la comparsa
di un'artrosi precoce e di questo esiste qualche esempio dimostrato.
Sport praticati, spesso con buon risultato agonistico, da
soggetti che possiedono articolazioni imperfette per motivi
genetici, sono poi molto temuti dal Reumatologo, perché
capaci di provocare artrosi precoci una volta ignote, oppure
note soltanto come conseguenza di sovraccarichi lavorativi
soprattutto nei giovani.
La capacità dell'artrosi di turbare la vita della persona
dipende molto dalla regione colpita. Le articolazioni portanti
artrosiche - per esempio anca e ginocchio - possono ostacolare
il cammino; le artrosi delle mani possono inficiare la destrezza
e la forza necessarie per diversi atti quotidiani.
L'artrosi delle mani é causa frequente di consultazione
reumatologica nella media età della donna. Si tratta
di un momento della vita in cui la competenza reumatologica
viene richiesta anche per l'osteoporosi e le sindromi dolorose
articolari peri-menopausali non osteoporotiche.
Si ritiene che solo parziali miglioramenti dell'artrosi possano
ottenersi dalle cure mediche, fisiche e chirurgiche. Tuttavia,
il mantenimento della funzione ottenibile con queste cure
si ripercuote favorevolmente sulla motilità generale
e su altre articolazioni, indicando con decisione che curare
l'artrosi é utile non solo per alleviare il dolore,
ma anche per mantenere l'efficienza.
Spesso appaiono articoli sulla stampa non medica o divulgativa
che enfatizzano l'efficacia di qualche cura anti-artrosica.
Questi articoli seguono volentieri importanti Congressi di
Reumatologia. Bisogna tener presente che i farmaci in generale
diventano disponibili dopo lunghi studi fatti dapprima in
area sperimentale e poi in area clinica, anche per garanzia
del paziente, e che questi sviluppi di ricerca sono noti non
solo ai medici specialisti reumatologi ma anche a molti altri
medici, nei loro termini reali, parecchi anni prima di diventare
disponibili per l'informazione di massa. Questo fatto può
diventare mal percepibile dal lettore quando si tratta di
notizie date in breve, e il farmaco apparire una novità
del giorno.
IL
REUMATOLOGO
Fortunatamente il Reumatologo può con
tranquillità segnalare al paziente che l'artrosi non
é una malattia biologicamente aggressiva per il complesso
dell'organismo e che quindi le prospettive di salute generale
per il soggetto artrosico che consegua un miglioramento della
parte colpita con cure mediche, fisiche o chirurgiche, sono
sostanzialmente buone.
Il Reumatologo ha il ruolo riconosciuto di diagnosticare e
suggerire un trattamento medico, fisico e riabilitativo su
basi scientifiche. I pazienti tuttavia non sono tanto interessati
alle basi scientifiche, quanto ai risultati del trattamento
nel rimuovere dolore e impedimento funzionale. Ai pazienti
vengono spiegate le motivazioni anatomiche e fisiopatologiche
della conseguente prescrizione medica. Queste spiegazioni
hanno poco a che vedere con la malattia vista dal paziente,
ma hanno un doveroso valore informativo sui limiti delle cure
e sui rischi delle cure stesse.
LE
DOMANDE DEL PAZIENTE
Il paziente vuole sapere:
perché ha male;
quali comportamenti seguire per diminuire il dolore e migliorare
l'efficienza e la resistenza;
cosa pensare della evoluzione della malattia nel futuro;
quale capacità di mantenere una vita normale può
essergli data dalle cure;
come risolvere nei casi di dolore e invalidità persistenti
la frustrazione di una vita con la malattia;
come porsi di fronte alle preoccupazioni riguardo al futuro,
includendo i questo argomento l'utilizzo di compensazioni
sociali;
che evoluzione può avere la malattia in assenza di
cura;
qual é il reale valore di terapie alternative.
È importante che per ogni persona non venga lasciato
vuoto di conoscenza e di informazione personalizzata su tutti
questi argomenti, se si vuole evitare che questo vuoto venga
riempito da nozioni erronee o timori eccessivi, se non addirittura
da suggerimenti interessati.
IL
PAZIENTE E IL MEDICO
Indicazioni importanti riguardano i progetti
personalizzati o standardizzati di miglioramento della attività
motoria e il compenso articolare. Per questo, é ottimale
che la visita reumatologica sia associata ad una competenza
riabilitativa, per dimostrare al paziente gli esercizi che
potrà compiere a domicilio come parte della quotidiana
igiene articolare. In altri casi possono venire insegnate
posture di riposo. Un'altra area importante riguarda la cosiddetta
economia articolare, che ricomprende ausili, provvedimenti
e consigli atti al risparmio quotidiano di articolazioni colpite.
Se é giusto che il Reumatologo prescriva la cura e
dia le informazioni necessarie a ciascuna persona, é
tuttavia impensabile che in ogni caso il paziente artrosico
venga curato con esercizi in un servizio di riabilitazione;
ciò si rende necessario solo in casi selezionati.
Siccome il paziente ha rapporto con il Medico di famiglia
o con il Reumatologo soprattutto per la visita e gli esami,
é importante che in tutto il resto del tempo sappia,
almeno indicativamente, che cosa fare e che cosa non fare.
E' anche importante che possa rendersi conto della ininfluenza
di vari fattori esterni ingiustamente temuti come aggravanti
della malattia.
Una domanda che il soggetto artrosico finisce sempre con il
porre al suo medico é: questo dolore sta segnando un
peggioramento della malattia? In realtà, l'intensità
del dolore concorda solo parzialmente con l'importanza dell'artrosi.
Esiste una divaricazione fra esami strumentali, giudizi medici
e stato effettivo del soggetto che può essere grande
o piccola. Può accadere che un paziente ottenga, per
consiglio medico ma anche per sua iniziativa di approfondimento,
referti radiologici, TAC o RMN dettagliati ed evocativi di
danno strutturale. Bisogna discuterli con il proprio Medico
e confrontarli con i propri disturbi. Molte parole del gergo
medico possono venire erroneamente interpretate dai non addetti
ai lavori. Non si raccomanderà mai abbastanza la cautela
su questo punto.
Il paziente é spesso interessato a quantificare il
vantaggio sul dolore che potrà ottenere da una perdita
di peso corporeo. Questo vantaggio riguarda lo studio dettagliato
delle varie articolazioni, ma va tuttavia ammesso che, anche
se il calo di peso non produrrà alcun effetto sul dolore
nella maggior parte dei soggetti, verrà avvertita come
positiva la maggior facilità di movimento.
ESERCIZI
UTILI
Possono aiutare a ridurre il dolore esercizi
di rinforzo o allungamento muscolare diligentemente applicati.
Si deve ammettere che, oltre al vantaggio diretto, l'esercizio
fisico induce un vantaggio indiretto: infatti si osserva in
Reumatologia che la persona acquisisce fiducia in se stessa,
nella capacità di riprendere movimento anche con un
difetto. L'idea di una invalidità viene allontanata.
È vero che molti esercizi suscitano qualche dolore,
ma il Reumatologo può prescrivere le cure che attenuano
questo dolore. Così, anche quando una guarigione non
può essere promessa, l'orizzonte si rischiara e lascia
intravvedere la continuazione di una vita attiva.
In tutti i casi in cui un soggetto può ottenere dal
medico l'informazione che un certo grado di esercizio non
farà male alle sue articolazioni e che egli potrà
migliorare attraverso esercizi il loro suo, si sviluppa un
condizionamento positivo di efficacia sorprendente.
Molti pazienti artrosici non svolgono una utile attività
fisica perché seguono un istinto di risparmio dell'articolazione
colpita o semplicemente perché non si é mai
parlato di esercizio con il loro Reumatologo. Queste persone
devono ottenere indicazioni precise in termini di tempo e
modalità di esercizio. Tuttavia, quando si tratta di
modificare abitudini di vita, ognuno deve tener conto che
é più facile per chiunque imparare un nuovo
comportamento che eliminarne uno vecchio. Ci vuole pazienza
da parte di tutti.
Se attività ricreative raggiungono scopi sovrapponibili
a quelle di esercizi medici, sono senz'altro preferibili.
Il reumatologo sa come alleviare gli episodi più dolorosi
dell'artrosi con farmaci ed altre misure, ma il paziente deve
collaborare graduando le proprie aspettative sull'efficacia
delle cure e sulla durata della cura. Naturalmente é
logico che un dolore violento spaventi chi ne é affetto,
e induca la previsione di ulteriore dolore. E' meglio manifestare
al proprio medico questi timori, che cercare spiegazioni in
letture o informazioni aspecifiche poco adattabili al caso
singolo.
L'artrosi ha spesso il comportamento, tipico nelle malattie
reumatiche, di alternanza di periodi buoni con periodi meno
buoni. Soprattutto l'artrosi della colonna verbrale ha un
andamento talora sconcertante, per esempio quando il dolore
intenso si alterna a periodi di completo benessere. È
un dato di fatto che va conosciuto.
Per informazioni: info@artrosi.it
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