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GINNASTICA MEDICA

Ginnastica medica nelle malattie reumatiche. Tutte le malattie reumatiche che si accompagnano ad una perdita di funzione dell'apparato locomotore vengono considerate indicazione primaria ad una chinesiterapia mirata. Gli scopi del trattamento chinesiterapico sono ben definiti: prevenzione e correzione di posizioni delle articolazioni periferiche e della colonna vertebrale sfavorevoli alla funzione (correttivo); mobilizzazione delle articolazioni e dei segmenti rachidei limitati nel movimento (mobilizzante); stabilizzazione di articolazioni e di tratti di colonna vertebrale instabili (stabilizzante).
Il mantenimento della posizione di funzione delle articolazioni e della colonna vertebrale, riveste un ruolo essenziale specialmente nella fase acuta della malattia, ma anche nello stadio cronico. Naturalmente, quanto piu' acuta e' la situazione, tanto piu' la chinesiterapia va improntata alla cautela.
Soprattutto nelle fasi acute delle malattie articolari infiammatorie, la chinesiterapia deve limitarsi sostanzialmente a mantenere una corretta posizione delle articolazioni periferiche malate e della colonna vertebrale.
Ogni articolazione va sempre mantenuta nella posizione di funzione, ossia in quella che - se l’articolazione diventasse rigida - consentirebbe il minor danno e il miglior compenso funzionale.
L’intervento del Terapista è reso più difficile dal fatto che la posizione di funzione non coincide con la posizione antalgica, cioè con l’atteggiamento in cui il paziente sente meno dolore. Per esempio nell’artrite del ginocchio il paziente - sdraiato a letto - tiene il ginocchio in flessione, ma se subentra una rigidità articolare, questa posizione - anche a malattia eventualmente guarita - sarà di grande pregiudizio alla funzione.
Oltre alle cure anti-dolorifiche ed anti-infiammatorie, abbiamo le risorse di particolari supporti (ortesi o splint di riposo) che possono aiutare il paziente a mantenere l’atteggiamento in posizione di funzione.
Bisogna pero' avere l'avvertenza di non trattare le articolazioni infiammate esclusivamente con il riposo, anche se questo avviene in posizione corretta. La minaccia di formazione di aderenze nel tessuto connettivo periarticolare, e di contratture articolari, richiede che venga effettuato un certo grado di movimento passivo guidato anche nello stadio più acuto.
E’ professionale abilità del Terapista far sì che questa chinesiterapia mobilizzante venga realizzata con il minimo dolore e non produca un aumento dell’infiammazione.
Sempre nel paziente affetto da malattia articolare acuta sono indicate in aggiunta contrazioni isometriche per il mantenimento della forza muscolare.
Nei malati che soffrono di malattie di decorso più lungo, per la mobilizzazione di articolazioni o di tratti della colonna gia' limitati nel movimento, la ginnastica medica si compone di regola di esercizi di rilassamento, distensione e soprattutto di rinforzo isotonico associati.
La stabilizzazione di articolazioni instabili o di segmenti della colonna vertebrale richiede un rinforzo dei muscoli ottenibile con esercizi isometrici e movimenti eseguiti contro resistenza manuale. Si tratta di una chinesiterapia assistita che prevede il graduale aumento del carico di lavoro secondo le forze e l’età del soggetto. Lo stesso vale nei pazienti operati di recente.
Spesso è richiesta l’opera del Terapista per malattie reumatiche che hanno provocato danni articolari consolidati. Per la correzione di posizioni viziate vanno rinforzati soprattutto i muscoli antagonisti corrispondenti. Movimenti di allungamento vanno eseguiti sui muscoli contratti o retratti. Si può fare ricorso a sistemi di trazione, di ortesi di correzione e all’applicazione di stecche di supporto. Nella spondilite anchilosante è parte integrante del trattamento la ginnastica respiratoria, che deve opporsi all’anchilosi della colonna vertebrale e delle articolazioni costo-vertebrali.
La ginnastica medica puo' essere praticata all'asciutto o in vasca. I due metodi possono venire associati.
Nella chinesiterapia "a secco" abbiamo la possibilita' di dosare l'esercizio contro una opposizione manuale esercitata dal Terapista.
Lo scopo di muovere una articolazione malata in condizioni di scarico viene conseguito molto opportunamente con l'immersione in acqua (idro-chinesiterapia). Tuttavia molte malattie della pelle obbligano ad escludere il trattamento in vasca.
L’ idro-chinesiterapia utilizza l'effetto di galleggiamento, ma anche il calore, la pressione idrostatica e la resistenza dell'acqua. La spinta dell'acqua permette di trattare con l'idro-chinesiterapia anche articolazioni e tratti di colonna vertebrale che non possono ancora venir sottoposti a carico "all'asciutto" per la natura del processo morboso o per recenti interventi chirurgici.
Un importante elemento di cura e' offerto dal calore dell'acqua con il suo effetto decontratturante sui muscoli. Per questo la temperatura dell'acqua dovrebbe essere di almeno 32°. Inoltre in idro-chinesiterapia, allo scopo di rinforzare la muscolatura, si sfrutta la resistenza dell'acqua che esercita effetto frenante sul movimento. Particolari vasche generano flussi di acqua che consentono di ottenere un effetto facilitante o frenante sui vari movimenti.
Nella chinesiterapia si e' sviluppato un grande numero di procedimenti speciali. Moltissimi riguardano il trattamento delle malattie delle colonna vertebrale. L’evidente incapacità di qualsiasi trattamento di avere successo in ogni tipo di Paziente ho portato alla individuazione di metodiche, soprattutto per il trattamento delle lombalgie, che esigono un apprendimento specifico.
Tra questi lo strisciamento secondo Klapp, viene riconosciuto utile nella chinesiterapia della spondilite anchilosante e di turbe del portamento.








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