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ELETTROTERAPIA

Elettroterapia nelle malattie reumatiche.Vi sono numerosi tipi di applicazioni elettriche utilizzate nelle malattie reumatiche. In generale, si richiede ad esse un effetto di produzione di calore endogeno più o meno profondo, un effetto anti-dolorifico per interferenza con le sensazioni dolorigene, un effetto stimolante sulla funzione neuro-motoria ed anche l’introduzione di medicamenti.
Per le varie forme di elettro-terapia si trovano riportate indicazioni specifiche, ma queste sono spesso accertate in maniera non soddisfacente. L’elettroterapia non può sostituire le cure mediche indicate per esempio nelle artriti reumatoidi, nelle spondartriti, nelle artriti infettive.
Varie modalità di elettroterapia: bassa frequenza, galvanizzazione, bagno idro-elettrico parziale, bagno idro-elettrico generale, ionoforesi, diadinamiche, media frequenza, correnti interferenziali, alta frequenza, onde corte, onde decimetriche, micro-onde, ultrasuoni.
La ionoforesi mira a portare un farmaco, applicato sulla cute, verso l’interno del corpo e possibilmente nella zona ammalata mediante una corrente elettrica. Il farmaco è posto sulla cute sotto un elettrodo e avviene un trasporto trans-cutaneo degli ioni con la corrente continua.
Tuttavia con la ionoforesi il farmaco non si concentra nella zona ammalata, ma si diffonde nelle varie parti del corpo, ed è probabile che giunga tutt’al più ad influenzare le affezioni reumatiche superficiali. Nelle artriti, nelle artrosi, in tutte le malattie dei tessuti profondi l’azione del farmaco applicato è sicuramente irrilevante. Gli effetti della ionoforesi sono paragonabili in questi casi a quelli di una semplice applicazione elettrica.
Le correnti diadinamiche sono una combinazione di corrente alternata a bassa frequenza sotto forma di corrente ad impulsi con la corrente continua. L'effetto di queste correnti e' dichiaratamente analgesico, ma anche di aumento del flusso del sangue e di incremento al riassorbimento di edemi infiammatori. Esse sono percio' utili nel trattamento di sindromi dolorose da peri-artropatie, di contratture muscolari, di distorsioni, di contusioni e di versamenti. Mai nelle artriti reumatoidi e nelle artriti acute.
Elettroterapia a media frequenza nelle malattie reumatiche. Viene impiegata la corrente interferenziale: si incrociano due flussi di corrente e nel punto di incrocio si producono delle interferenze, alle quali e' attribuito l'effetto delle correnti alternate a bassa frequenza: trattamento indolore perche' non si stimolano i recettori algogeni della cute a causa della bassa resistenza della pelle, mentre si ha una azione antidolorifica essenzialmente esplicata da questo tipo di trattamento.
Quando si parla di azione anti-dolorifica delle applicazioni elettriche bisogna però mettere bene in chiaro che questa azione non è mai tale da poter essere adoperata nelle artriti, nella gotta, nelle sciatiche acute, in altri termini nel dolore intenso ed acuto: si tratta di un’azione anti-dolorifica indiretta, sfruttabile nelle malattie reumatiche a lenta evoluzione, con scarsa o nulla infiammazione, con tendenza all’anchilosi, alle contratture, all’ipotrofia muscolare.
Fra i tanti e differenziati mezzi fisici disponibili, solo la crio-terapia è efficace nelle malattie reumatiche acute con infiammazione e nelle artriti evolutive. La cura fondamentale di queste malattie è medica, chirurgica e riabilitativa. Non si può sostituire la cura medica e riabilitativa per esempio delle poliartriti con applicazioni fisioterapiche. Questo va ricordato perchè si osserva nella pratica che il paziente reumatoide inviato a trattamento chinesiterapico viene talore indirizzato impropriamente verso cicli di cure fisiche.
Elettroterapia ad alta frequenza nelle malattie reumatiche. La terapia ad alta frequenza produce anch’essa calore nell’interno del corpo ed e' pertanto una termo-terapia. Usando il metodo del campo generato da condensatori il riscaldamento maggiore riguarda il tessuto adiposo situato direttamente sotto la cute.
Usando un campo generato da bobine, nel quale viene avvolto con un cavo induttore il segmento somatico da trattare, si ottiene, al posto del campo elettrico, un campo magnetico ad alta frequenza e si sfruttano le correnti di Foucault che prediligono i tessuti ricchi di acqua quali i vasi sanguigni e la muscolatura che, notoriamente, è fortemente sanguificata.
L'effetto in profondita' risulta scarso, e conseguentemente il metodo del campo indotto da bobine va preferibilmente utilizzato nelle malattie che coinvolgono i tessuti superficiali. Da queste applicazioni ci si possono attendere modificazioni vascolari e sul nutrimento dei tessuti, ma non direttamente azioni analgesiche. L’artrosi e le peri-artropatie possono essere utilmente trattate con questa metodica.





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