ARTROSI OGGI

In un tempo lontano, tutte le malattie reumatiche sembravano simili.

Comparsa la malattia, le articolazioni facevano male, si irrigidivano; i movimenti diventavano sempre più difficili e faticosi. La diminuzione della capacità di movimento dovuta alla malattia si intrecciava poi con quella dovuta alla vecchiaia.

Ma la scoperta di malattie ben definibili venne ad un certo punto a cambiare questo indeterminato quadro di riferimento. Nacque la Reumatologia. Fu prima la volta della gotta, delle artriti infettive, poi di quelle para-infettive; furono identificate la spondilite anchilopoietica, l'artrite reumatoide, le connettiviti, le artriti giovanili. Fu isolato e reso quasi innocuo il reumatismo articolare acuto.

Mentre venivano smascherate queste malattie articolari più rapidamente aggressive, l'artrosi veniva in certo qual modo sempre considerata come una malattia minore.

Malattia da usura, si diceva. Evolve senza clamore. É meno aggressiva delle artropatie infiammatorie. Procede piano; colpisce i vecchi, che già si muovono meno di un soggetto pienamente efficiente.

Ma lo sviluppo degli studi degli ultimi due decenni hanno rivoluzionato sostanzialmente le percezioni collettive su questa malattia:

- non si tratta di un'usura, ma di una malattia vera e propria, caratterizzata da alterazioni metaboliche del condrocito, ossia della cellula propria della cartilagine. Non sempre l'evoluzione è lenta. Studi e ricerche hanno dimostrato l'esistenza di artrosi a lenta progressione e di artrosi a rapida progressione.

- di artrosi soffrono 4 milioni di persone;

- l'artrosi colpisce l'80% degli anziani e il 18% dei soggetti in età lavorativa (da 19 a 60 anni);

- l'artrosi è una malattia con una componente infiammatoria, ma non è una malattia infiammatoria;

- lentamente affiorano cause genetiche di alcuni tipi speciali di artrosi.

- l'artrosi porta spesso all'invalidità;

- lo Stato paga 11 mila miliardi di pensioni di invalidità solo per le malattie reumatiche;

- l'artrosi dell'anca e del ginocchio obbligano ad un numero considerevole di interventi di artroprotesi.

- certe forme di artrosi possono essere prevenute, o modificate favorevolmente da provvedimenti presi in fase pre-artrosica.

- il dolore artrosico non è univoco ma riconosce diverse cause che devono essere trattate adeguatamente.

Questa è l'artrosi oggi, imbarazzante figlia del nostro tempo di continui progressi tecnologici, che ha risolto e sta per risolvere quesiti biologici di importanza grandissima, ma sembra tenuto in scacco da questa patologia apparentemente banale, ma in realtà umanamente e socialmente pesante.

L'artrosi finalmente fa soffrire più pazienti di tutte le altre malattie reumatiche e costa in proporzione. La "somma di dolore" da essa provocata nella collettività colloca l'artrosi ai primi posti fra le malattie dolorose.

Più investimenti per la ricerca porteranno anche in Italia un più rapido progresso per la cura dell'artrosi.

In questo senso lavorano diversi Centri italiani, segnalati nei contributi alla ricerca scientifica di Artrosi.it.

Il Centro Reumatologico Bruzzone, della Cattedra di Reumatologia dell'Università di Genova, è attivo sia nell'impiego di nuove cure proposte, che nella ricerca di base e nel trattamento integrato reumatologico-ortopedico-fisiatrico dei Malati Artrosici.

Prof. Guido ROVETTA
Direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia
dell'Università degli Studi di Genova

Per informazioni: info@artrosi.it





   
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