OSTEOPOROSI
Osteoporosi.
L’osteoporosi è una situazione
nella quale la massa ossea è diminuita
e si ha una aumento della suscettiblità
alle fratture. L’esame radiologico svela
solo le osteoporosi gravi. Per evidenziare l’osteoporosi
iniziale e il suo progredire occorre effettuare
la mineralometria
ossea computerizzata che può
essere periferica
(ossia eseguita al polso) oppure vertebrale
o femorale.
Con questo esame, si può dimostrare esattamente
il grado di mineralizzazione della matrice ossea
(Osteoporosi se demineralizzazione maggiore di
2,5 ds dal normale). Il problema riguarda essenzialmente
il sesso femminile
dopo la menopausa e l’età
avanzata. Per i vari aspetti di
questa malattia, che si esprime clinicamente con
fratture delle vertebre, del polso e del femore
- si rimanda al video illustrativo sull’osteoporosi
Qui è importante segnalare che uno dei
fattori che si oppongono all’osteoporosi
è una normale attività fisica.
Infatti se un soggetto, anche sano, viene immobilizzato
o allettato, viene sottratto alla forza
di gravità ed alle normali
sollecitazioni
muscolari e si sviluppa in lui
un’osteoporosi (osteoporosi
da immobilità). Esistono
altri modi per sottrarre soggetti sani alla forza
di gravità, per esempio i viaggi spaziali:
gli astronauti sviluppano osteoporosi. Ancora:
un soggetto ingessato al braccio svilupperà,
insieme ad ipotrofia dei muscoli e modificazioni
della cute, un’osteoporosi. La diminuzione
del carico produce quindi osteoporosi e il ripristino
del carico può migliorarla per la quota
di competenza, senza naturalmente poter influire
su aspetti di regolazione ormonale,
di condizionamento genetico,
di influenze nutrizionali,
che pure sono implicate nella causalità
dell’ osteoporosi.
Esercizi speciali devono essere indicati dal Terapista
nei Pazienti allettati per il forte dolore di
una frattura osteoporotica vertebrale.
Il Malato - generalmente anziano - deve compiere
almeno i seguenti movimenti: flettere ed stendere
l’arto inferiore destro e sinistro; elevare
alternativamente i insieme l’arto suberiore
destro e sinistro; compiere in sequenza contrazioni
isometriche dei muscoli paravertebrali, del tricipite
e del quadricipite spingendo contro il materasso;
con le ginocchia in moderata flessione, appoggiando
i talloni sul letto, estendere alternativamente
il ginocchio destro e il ginocchio sinistro; nell’intento
di attutire il dolore vertebrale, imparare a passare
dal decubito laterale alla posizione seduta senza
piegare la colonna, in un blocco solo.
Quando il dolore si è calmato, il Paziente
deve affrontare una procedura
attiva di recupero vera e propria,
che comprende: movimenti a bilancia degli arti
superiori stando in piedi, marcia sul posto, sedere
premendo il rachide contro la spalliera; appoggiarsi
con le mani sul dorso di una sedia e flettere
le ginocchia, fino a 90 gradi; flettere ed estendere
le ginocchia stando seduti. Si realizza così
una minimizzazione degli effetti negativi ell’immobilizzazione
e si facilita il recupero, mentra la cura vera
e propria è farmacologica.
Come dato generale, bisogna ricordare che gli
Anziani sono frequentemente affetti da osteoporosi
e che le procedure riabilitative intraprese per
altre malattie non devono forzare sulle vertebre,
altrimenti si producono delle fratture. Particolarmente
pericolose sono le manipolazioni.