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PERIARTRITE DELLA SPALLA

Periartrite della spalla. Alla spalla sono frequentissime le malattie delle parti peri-articolari: tendini, muscoli, borse sierose. Esse si infiammano, diventano dolenti, a volte dolentissime: è la periartrite della spalla. Questa può guarire in un tempo più o meno lungo, oppure volgere ad irrigidimento della spalla con grave difficoltà di movimento. Soprattutto negli anziani, si può avere una rottura tendinea, con grave difetto del movimento.
Nelle periartriti della spalla sono in causa prevalentemente tendiniti del capo lungo del bicipite e del sopra-spinoso. La cura medica è anti-infiammatoria (generale con farmaci e locale per infiltrazioni). L’obbiettivo dell’intervento del Terapista è la preservazione della funzione.
Nel dolore molto acuto bisogna mettere l’arto a riposo in posizione di funzione, immobilizzandolo di notte con dei cuscini per far dormire il Paziente e mobilizzandolo cautamente di giorno. Del resto, nelle forme iperacute il Paziente non si lascia toccare, e l’intervento del Terapista deve limitarsi a una borsa di ghiaccio e a contrazioni isometriche.
Nelle forme croniche di periartrite, si deve ricorrere a tutti i mezzi di mobilizzazione per ostacolare la fibrosi e mantenere lo schema motorio. Preparati da applicazioni di calore e da esercizi di rilassamento, in questi esercizi si passa attraverso gli stadi di mobilizzazione passiva, poi attivo-assistita, poi attiva e infine contro resistenza.
Ma il successo non è sempre assicurato perchè, a parte i casi con lesioni tendinee gravi, si osservano Malati con formazione di aderenze e di una retrazione capsulare, che impediscono la ripresa del movimento.
Si deve allora ricorrere alle tecniche di facilitazione propriocettiva. Gli schemi sono di estensione-abduzione-rotazione esterna e di flessione-adduzione-rotazione interna. Il paziente è disteso con le braccia rivolte verso l’alto. Il Terapista sta in piedi dietro il capo del Paziente. Egli tiene le mani sul dorso della mani del Paziene e si oppone alla sua contrazione muscolare, poi sui palmi delle mani e si oppone nuovamente alla contrazione (stabilizzazione ritmica). Si fanno eseguire contrazioni isometriche ritmiche degli agonisti e degli antagonisti prima degli abduttori-adduttori, poi dei rotatori intra-extra, facendo prendere al gomito una flessione ad angolo retto e contrastando il movimento al polso.
La così detta spalla congelata è una situazione nella quale la spalla si irrigidisce in modo relativamente rapido, con o senza dolore. Il fatto anatomico è una capsulite adesiva con retrazione e perdita di cedevolezza della capsula articolare. C’è perdita del movimento in tutte le direzioni. La spalla congelata è diversa da una anchilosi che sopravviene dopo un decorso lungo della peri-artrite, ma il risultato funzionale è ugualmente nefasto. La cura è praticamente solo chinesiterapica, con varie procedure di mobilizzazione attiva e passiva. La mobilizzazione passiva nei pazienti con grave anchilosi va iniziata con trazioni in senso caudale e spinte in senso craniale. Se il Paziente ha poco dolore, si possono attuare manovre anche impegnative. Il Fisiatra può suggerire opportune sequenze di esercizi progressivi.
In un certo numero di Pazienti esiste una evidente diminuzione dello spazio fra la testa dell’omero e il così detto tetto della spalla (più particolarmente l’acromion). Questo avviene per conformazione anatomica o per postura e produce la compressione del tendine del muscolo sopre-spinoso, con infiammazione e possibile rottura. I sintomi sono i soliti delle periartriti. Alcuni pazienti con questo conflitto omero-acromiale debbono essere operati ma molti traggono vantaggio da esercizi volti ad aumentare lo spazio critico.




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