SPONDILITE
ANCHILOSANTE
Spondilite
anchilosante. E’ una malattia
infiammatoria delle articolazioni assiali, con
interessamento delle articolazioni
sacro-iliache e della colonna
vertebrale a carattere insieme
distruttivo e anchilosante. Colpisce inoltre le
inserzioni tendinee (entesopatia).
Nuovo impulso per lo studio epidemiologico della
spondilite anchilosante e' venuto dalla scoperta
della correlazione genetica che la malattia dimostra
avere con la presenza dell’antigene
di istocompatibilità HLA B27.
Il sintomo guida
dello stadio iniziale e' il dolore profondo che
insorge a riposo nella regione lombo-sacrale,
ma anche nell’ambito del torace e sotto
i talloni. I pazienti vengono risvegliati dal
dolore di notte o di primo mattino. In parte questi
dolori possono manifestare una irradiazione all’arto
inferiore estendendosi fino al polpaccio o alla
regione inguinale. Tipico il miglioramento della
sintomatologia che si manifesta in seguito ad
un certo grado di movimento articolare da parte
del paziente.
Precocemente la flessione
laterale e la rotazione
laterale appaiono limitate per
l'interessamento iniziale delle piccole articolazioni
vertebrali. Una limitazione della flessione
in avanti del segmento dorso-lombare
puo' essere misurata tra un punto di repere a
livello L5 ed uno posto 10 cm piu' cranialmente
(Test di Schober a livello lombare). La colonna
sana presenta in questa zona una estensibilita'
di 10-13 cm almeno.
Limitazione fissa
della flessione della colonna dorsale compare
solo nello stadio evoluto della spondilite anchilosante.
All’inizio si ha a che fare con una limitazione
antalgica, ossia provocata dal
dolore e con questo reversibile. La misurazione
della distanza delle
dita dal pavimento in condizione
di massima flessione del rachide, eseguita a gambe
tese in posizione eretta, e' una valutazione di
massima della mobilita' della colonna la cui modificazione
risulta utile per il controllo del mantenersi
o del deteriorarsi della capacità funzionale.
L'attendibilita' di questa misura globale della
funzionalita' vertebrale risulta diminuita dal
fatto che su di essa influisce considerevolmente
la mobilita' delle coxo-femorali. Al Terapista
importa anche verificare come si mantengono la
distanza della
nuca dalla parete a cui sta appoggiato
il paziente in posizione eretta, e la differenza
fra distanza massima e minima del mento
dalla regione giugulare.
L’ ampiezza
delle escursioni respiratorie
puo’ dal Terapista venire misurata all'altezza
del 4°-5° spazio intercostale quale differenza
dell'ampiezza toracica nella massima inspirazione
ed espirazione. Essa viene limitata dall'impegno
delle articolazioni costo-sternali e costo- vertebrali
presente nella spondilite anchilopoietica. Normalmente
la differenza risulta di piu' di 6 cm (se non
esistono disturbi di ventilazione). Le alterazioni
articolari della colonna vertebrale, all'inizio
puramente infiammatorie, tendono con l'evoluzione
ad una fibrosi crescente e alla fine alla ossificazione
del tessuto connettivo. La capacita' di movimento
di interi tratti della colonna diventa alla fine
sempre piu' ridotta. Anche la turba
dell'escursione respiratoria all'inizio
e' reversibile e poi diventa manifesta a causa
della fibrosi delle articolazioni colpite.
Alla fine si sviluppa una rigidita' vertebrale
completa nel caratteristico atteggiamento con
annullamento della lordosi della colonna lombare,
accentuazione della cifosi dorsale e flessione
obbligata del tratto cervicale. La respirazione
si riduce alla fine al solo respiro
diaframmatico a causa del deficit
crescente delle escursioni toraciche.
La spondilite anchilosante può essere influenzata
favorevolmente più che altre malattie reumatiche
da un programma di terapia tempestivamente instaurato,
e applicato coerentemente. A questo scopo e' necessaria
una diagnosi precoce. Non si puo' cominciare il
trattamento solo quando gli esami radiografici
hanno gia' testimoniato l'esistenza di alterazioni
progredite. Raccomandazioni di comportamento
molto importanti sono il riposare su un letto
non cedevole e se possibile senza cuscino,(per
non facilitare la cifosi), camminare quanto più
possibile eretto, sdraiarsi durante il giorno
periodica mente in posizione prona. Il Paziente
è minacciato da insufficienza respiratoria
per la malattia: non deve fumare.
La ginnastica medica,
talora in associazione con la terapia fisica,
e' importantissima e rappresenta un cardine del
trattamento di valore decisivo per la prognosi
della spondilite anchilosante.
La tecnica della ginnastica medica per la colonna
vertebrale, inclusa la ginnastica
respiratoria, deve essere appresa
dal paziente sotto la precisa guida del Terapista.
Il programma di esercizi dovrebbe essere di quotidiana
e scrupolosa applicazione per il paziente. Medico
e Terapista hanno il compito di convincere il
paziente che la spondilite anchilosante non e'
inevitabilmente destinata a concludersi con l'installazione
del quadro completo della malattia. Il Terapista
deve guidare il paziente alla diligente esecuzione
del programma di esercizi fisici. Si tratta sostanzialmente
di esercizi mobilizzanti
- volti a contrastare una malattia anchilosante
- mediante i quali e' possibile contenere la tendenza
all'irrigidimento della colonna vertebrale, e
di ginnastica respiratoria.
Il lavoro sulla colonna vertebrale è segmentario
(ossia rivolto ad un particolare tratto della
colonna) e GLOBALE (ossia rivolto alla colonna
nel suo insieme, come per esempio nelle tecniche
di strisciamento). Se gli esercizi sono ostacolati
dalle entesiti
il Reumatologo può praticare infiltrazioni
locali e restituire al Terapista
un paziente più agevolmente trattabile.
Come obbiettivo di minima, il progredire del processo
di irrigidimento deve avvenire nel rispetto della
posizione di funzione.
Interventi chirurgici volti a correggere posizioni
viziate, molto praticati nell’artrite reumatoide,
nella spondilite anchilopoietica non trovano frequente
indicazione per la possibilita' di determinare
complicanze neurologiche.
Va suggerita, ogni volta che risulta possibile,
al Paziente la pratica del nuoto.
Se presenta una notevole flessione fissa cervicale,
deve utilizzare per lo stile libero una maschera
munita di snorkel.
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